50 Millimetri

Ok, in realtà non so quanto possa c’entrare un argomento del genere con i miei dolci, però visto che questa è casa mia e mi piace parlare di quello che mi piace, ecco un piccolo “shower thought” riguardante la fotografia in genere.
Anzi, a dire il vero pure questo c’entra, visto che non solo mi piace preparare e cucinare i miei dolcetti, ma in effetti mi diletto anche a fotografarli per poterli condividere e promuovere sulla rete.

Chiavenna (SO)

Solitamente uso due obiettivi (anche perché a pensarci bene sono gli unici che posseggo, ehm..) per la mia macchina fotografica digitale: un Sigma 24-70mm f/2.8 e un Nikkor 50mm f/1.8.
Allora, in breve per chi è a digiuno ma è curioso e ancora non ha cambiato canale:

  • Il primo, il Sigma, è un obiettivo che permette di spaziare da un’inquadratura molto ampia, detta a grandangolo, nella misura 17mm, fino ad arrivare ad un’inquadratura più “stretta” data dallo zoom che si ottiene a 70mm. E i photo-nazi, parenti dei grammar-nazi, che stanno per obiettare sulla qualità del mio sunto sono pregati di astenersi, please, non è un corso di fotografia.. Thanks..

  • Il secondo, il Nikkor, è un obiettivo a lunghezza focale fissa (50mm), molto luminoso (f/1.8), che però non ha la comodità del precedente, ovvero con questo obiettivo posso fotografare solo e soltanto con un tipo di inquadratura, niente panorami mozzafiato grazie al grandangolo e niente dettagli zoomati con, appunto, lo zoom..

Guardando verso Dongo (CO) da Delebio (SO)

Ok, a questo punto, dopo lo pseudo spiegone: chi è a favore del primo?
Anche io avrei alzato la mano, la versatilità e la comodità di un solo obiettivo che fa da zoom e grandangolo è impagabile, vero?
E invece no: ho scoperto con il tempo e la pratica che pur essendo limitato nei campi di utilizzo, la nitidezza delle immagini prodotte dal piccolo cinquantino è inarrivabile per il poderoso Sigma.
Non solo: preferire l’uno all’altro mi ha portata un altro vantaggioso beneficio. Usare un obiettivo che è sia grandangolo che zoom, alla lunga rischi di trasformarti in un fotografo “pigro”. Non serve più cercare la miglior posizione per comporre una foto interessante, basta regolare la ghiera della lunghezza focale e la foto può essere interpretata e creata in tanti modi diversi. Ma nemmeno poi così diversi in fondo, si tratta di un adattamento, un po’ più vicino o un po’ più lontano, della stessa scena, dello stesso soggetto!
Il 50mm invece ti costringe a muoverti, fisicamente: ti costringe a spostarti a destra , a sinistra, in alto o in basso, avanti o indietro rispetto alla tua posizione di partenza, per cercare l’inquadratura migliore e poiché non è più l’obiettivo a spostarsi, bensì chi sta fotografando, cambiano in continuazione le prospettive, le dinamiche, la luce, la composizione, i dettagli. Un apparente limite è magicamente diventato una formidabile opportunità per migliorare il mio punto di vista e i risultati ad esso connessi.
E quando mi sono accorta di quanto fosse trasversale questo “insegnamento” sono rimasta sorpresa di come questo possa essere applicato a gran parte delle situazioni nella vita di tutti i giorni, dove la scelta più comoda, più facile, apparentemente più giusta (il Sigma, in questo caso) in realtà preclude opportunità ben più eccitanti e soddisfacenti.

E niente, era una cosa carina che mi andava di condividere.
Buona luce a tutti!

La foto di copertina, fatta appunto con il 50mm

 
 
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